Di: Dott.ssa Elisa Seminara
Introduzione
Le “skin tears” (lesioni cutanee da strappo) rappresentano una delle problematiche dermatologiche più delicate, in particolare per pazienti fragili o allettati. Queste lesioni, che derivano da traumi meccanici come tagli, sfregamenti o pressioni, sono una condizione che può variare in gravità, da un danno superficiale a uno che coinvolge completamente gli strati cutanei sottostanti. Secondo LeBlanc e Baranoski (2011), le skin tears possono presentarsi come lesioni a spessore parziale o totale, con implicazioni significative per la salute del paziente, specialmente negli individui anziani o nei neonati, per i quali la pelle è particolarmente vulnerabile.
Etiologia e Fattori di Rischio
L’insorgenza delle skin tears è influenzata da una serie di fattori intrinseci ed estrinseci. I cambiamenti fisiologici della pelle legati all’età avanzata, combinati con comorbilità quali fragilità cutanea e malnutrizione, rappresentano alcuni dei principali fattori predisponenti. Nei neonati, in particolare nei prematuri, la pelle è sottile e fragile, aumentando il rischio di danni da traumi legati all’uso di dispositivi medici. In queste circostanze, l’uso di adesivi può essere dannoso, poiché la coesione tra epidermide e derma risulta più debole rispetto a quella tra la pelle e il materiale adesivo, aumentando il rischio di lesioni cutanee (O’Regan, 2002).
I pazienti più vulnerabili alle skin tears includono quelli con età avanzata, limitazioni nella mobilità, dipendenza da ausili, malnutrizione e declino cognitivo. In particolare, il 80% delle skin tears si verifica sugli arti superiori, sebbene possano interessare anche altre zone del corpo soggette a sfregamento o pressione, come gli arti inferiori e il sacro (LeBlanc et al., 2011).
Classificazione delle Skin Tears
Esistono diverse scale di classificazione che permettono di categorizzare le skin tears in base alla gravità della lesione e alla vitalità del lembo cutaneo. Tra le più utilizzate troviamo la scala Pain Martin, la STAR e la ISTAP.
- Scala Pain Martin: La classificazione include cinque categorie che vanno da lesioni superficiali (I A) a perdita totale di tessuto (III), con un’attenzione particolare alla separazione del lembo cutaneo (LeBlanc & Baranoski, 2011).
- Scala STAR: Questa scala australiana valuta sia la perdita tissutale che la vitalità del lembo, suddividendola in cinque categorie, dalle lesioni minori a quelle gravi con assenza del lembo (Carville et al., 2007).
- Scala ISTAP: Una classificazione più semplice che distingue tre livelli di gravità: nessuna perdita, perdita parziale e perdita totale di tessuto (LeBlanc et al., 2017).
Trattamento e Best Practice
Il trattamento delle skin tears richiede una gestione delicata e appropriata del lembo cutaneo. Se il lembo è ancora vitale, la prima azione consiste nel riposizionarlo senza esercitare trazione, utilizzando strumenti atraumatici per evitare ulteriori danni. Se il lembo non è più vitale, deve essere rimosso, e la ferita deve essere trattata con medicazioni specifiche, come garze sterili e soluzioni saline per il controllo del sanguinamento (LeBlanc et al., 2011).
Le medicazioni ideali per le skin tears sono quelle che creano un ambiente umido, favorevole alla guarigione, e che non danneggiano ulteriormente la pelle circostante. Le soluzioni di scelta includono schiume in poliuretano, alginati e idrofibre, in grado di gestire l’essudato e promuovere la guarigione. È fondamentale evitare l’uso di pellicole trasparenti o idrocolloidi, poiché possono causare lo stripping epidermico e ritardare il processo di guarigione (Mudge & Orsted, 2010).
Prevenzione delle Skin Tears
La prevenzione delle skin tears si basa sulla gestione dei fattori di rischio. Identificare precocemente i pazienti a rischio, adottare misure di protezione come il ridurre il più possibile l’attrito e la pressione, e mantenere la pelle idratata sono strategie fondamentali per ridurre l’incidenza di tali lesioni. La formazione del personale infermieristico è cruciale per garantire che vengano adottate pratiche di prevenzione e trattamento basate su prove scientifiche.
Il Ruolo dell’Infermiere Specialista in Wound Care
L’infermiere specialista in Wound Care è un professionista fondamentale nella gestione delle skin tears. La sua competenza si estende alla valutazione del rischio, alla classificazione delle lesioni, alla selezione delle medicazioni adeguate e alla gestione delle complicanze. L’infermiere Wound Care è anche responsabile della consulenza in materia di cura delle lesioni cutanee e della formazione del personale per garantire che siano adottate le migliori pratiche di prevenzione e trattamento.
In particolare, l’infermiere specialista deve essere in grado di:
- Valutare il rischio di sviluppo di ulcere cutanee e trattare adeguatamente le skin tears;
- Utilizzare specifici strumenti per la valutazione delle lesioni;
- Scegliere strategie terapeutiche basate su evidenze scientifiche;
- Monitorare l’efficacia degli interventi e aggiornare il piano assistenziale;
- Fornire consulenza in ambito di wound care e sviluppare progetti formativi per il personale sanitario.
Conclusioni
La gestione delle skin tears richiede un approccio integrato che comprenda la prevenzione, la corretta classificazione, il trattamento adeguato e la formazione del personale. L’infermiere specialista in Wound Care svolge un ruolo cruciale nella cura di queste lesioni, garantendo un’assistenza di qualità che promuova la guarigione e riduca al minimo le complicanze. La ricerca e l’applicazione delle best practice sono fondamentali per migliorare la gestione delle skin tears e per ottimizzare i risultati per i pazienti.

Bibliografia
- Baranoski S (2003) How to prevent and manage Skin Tears. Advances in Skin and Wound Care; 16: 5, 268-270.
- Carville K et al (2007) STAR: a consensus for Skin Tear classification. Primary Intention; 15: 1, 18-28.
- LeBlanc K, Baranoski S (2011) Skin Tears: state of the science: consensus statements for the prevention, prediction, assessment, and treatment of Skin Tears. Advances in Skin and Wound Care; 24: 9, 2-15.
- Mudge E, Orsted H (2010) Wound Infection and Pain Management Made Easy.
- O’Regan A (2002) Skin Tears: a review of the literature. World Council of Enterostomal Therapists Journal; 22: 2, 26-31.
